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L’evoluzione del SEO: dalla nascita del WWW al web sempre più responsive.

Data:
3 luglio 2015
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Sono passati poco meno di 25 anni dalla nascita del World Wide Web: era il 6 agosto 1991 quando, presso il CERN, l’informatico britannico Tim Berners-Lee lancia il primo sito web al mondo. In parallelo al WWW e alla nascita dei primi siti si sono strutturati progressivamente anche i motori di ricerca: si sviluppa così il SEO (Search Engine Optimization), quell’insieme di attività volte ad ottenere miglior rilevazione di un sito web da parte dei motori di ricerca per ottenere un buon posizionamento e maggiore visibilità nelle pagine dei risultati di ricerca (SERP). La funzione del SEO altro non è che collegare gli utenti a informazioni targetizzate attraverso una fitta rete di contenuti personalizzati, accessibili ed interessanti. Pochi avrebbero scommesso sulla sua efficacia e sull’impatto che, invece, da lì a pochi anni avrebbe ottenuto sulla vita quotidiana.
Dopo solo un quarto di secolo, il SEO si è evoluto da sistema semplice senza chiare regolamentazioni a struttura complessa fatta di contenuti di valore e collegamenti rilevanti. Ripercorriamo quindi le tappe principali di questa attività che, ad oggi, è diventata fondamentale per ogni brand o azienda presente online.

Nei primi dieci anni di vita del World Wide Web si è assistito ad una progressiva organizzazione dei risultati, grazie anche alla nascita del portale Excite che, nel 1993, ha rivoluzionato il modo di organizzare le informazioni catalogando i risultati in base a parole chiave presenti all’interno dei contenuti, facilitando così il processo di ricerca e reperimento per gli utenti. Rispettivamente nel 1994 e nel 1997 entrano in scena anche Yahoo! e Google, e fin da subito lavorano per accrescere e semplificare l’indicizzazione dei dati nei risultati di ricerca. In questa prima fase di sviluppo del SEO le strategie di web marketing erano talvolta scorrette e basate su un uso eccessivo di parole chiave e tag.

È nel biennio tra il 2003 e il 2005 che Google coglie l’importanza del SEO e le opportunità che offre; da qui gli aggiornamenti volti a penalizzare tutte quelle pratiche scorrette ed ingannevoli, regolando i risultati di ricerca e permettendo ai brand ed alle aziende di ottenere un buon posizionamento solo grazie a strategie eticamente corrette. Non solo, Google fa anche il primo tentativo di miglioramento del valore e della pertinenza dei risultati, offrendo agli utenti una ricerca personalizzata basata sulla cronologia. Il risultato ottenuto è quello di un WWW personalizzato e focalizzato sull’utente.
È di questi anni anche lo sviluppo del SEO locale: gli utenti possono quindi trovare facilmente informazioni vicine a loro nello spazio, accedere a mappe, cercare luoghi e orari di attività commerciali nei dintorni.

Il cambiamento più significativo del SEO si ha tra il 2010 e il 2012 quando vengono introdotte norme più rigide sulle parole chiave, sulla qualità dei contenuti e sull’ottimizzazione; in questi anni nascono e si diffondono anche i principali social media che, grazie ad accessibilità e condivisione, influenzato ben presto ed in modo significativo anche il SEO stesso. In particolare, la creazione di Google+, con il tasto +1, contribuisce attivamente ad accrescere la visibilità dei contenuti. Obiettivo dei web marketer diventa quindi sviluppare contenuti di valore condivisibili tra gli utenti sul web e sui crescenti social media.
I risultati di ricerca vengono forniti sempre più velocemente e l’esperienza dell’utente subisce un netto miglioramento: siamo agli albori dell’era dell’informazione e il web diventa veloce, personalizzato e coinvolgente, così come lo conosciamo oggi. Un WWW user-friendly, ottimizzato per l’utente, personalizzato in base alla cronologia, alla localizzazione e al dispositivo utilizzato per navigare. Nel 2013 iniziano a svilupparsi i primi siti responsive, accessibili e consultabili sia da desktop che da mobile, con contenuti sempre più pertinenti e targetizzati.

Le prospettive odierne del SEO, anche in base al recente aggiornamento algoritmico di Google, sono sempre più orientate verso il mobile, da un lato, e la personalizzazione dei contenuti dall’altro. Per il futuro si prospetta una crescente propensione verso contenuti sempre più “a misura” di utente, in-app e ottimizzati per dispositivi wearable.