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Un’immagine vale più di mille parole? Voce all’esperto.

Data:
22 febbraio 2017
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Quando da utente navighi in rete e visiti un sito web, dopo lo stupore iniziale per particolari effetti grafici e un design accattivante, ciò che ti resta impresso sono le parole. Guardando l’altro lato della medaglia poi, da azienda, professionista o imprenditore queste stesse parole sono il mezzo più efficace, lo strumento migliore che hai a disposizione per fare la differenza sul web. Cosa c’è da sapere sul copywriting, sulla scrittura per il web e sulla produzione e pubblicazione di contenuti testuali di valore su sito e social media? Come comunicare in modo efficace su internet? Ne abbiamo parlato con Piero Babudro, consulente nel settore della comunicazione digitale e autore del Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole. Un libro che, come ci ha raccontato lo stesso autore, non è solo “La cassetta degli attrezzi” di Copywriter e addetti ai lavori, ma offre anche alcuni spunti di riflessione per aziende e imprenditori in merito al loro modo di comunicare e comunicarsi sul web.

Punto di partenza della lunga chiacchierata con Piero Babudro sono i testi e la loro importanza sul web. Molto spesso in fase di creazione o rifacimento di un sito web aziendale, i contenuti testuali vengono tralasciati. Ci si concentra, infatti, prettamente solo sulla struttura del sito web, sulla sua veste grafica, sulle specifiche funzionalità, senza prendere in considerazione la necessità di avere online testi scritti per il web secondo tecniche di copywriting – senza dimenticare le logiche SEO. Come ci ha spiegato Piero Babudro, questo fenomeno è legato a «una svista clamorosa relativa al modo di intendere la rete. Ci siamo fatti prendere la mano dal presunto dominio dell’immagine e del gioco di prestigio. La parola, invece, ti aiuta a costruire mondi. È un elemento forte perché raccontandoti di un oggetto ti rimanda a quell’elemento effimero che è l’immagine dell’oggetto custodita dentro di te. È molto importante scegliere le parole giuste perché rappresentano quei mattoncini che permettono al lettore di ricostruirsi nella mente un’immagine. E, proprio per la loro caratteristica di elemento logico ma immaginifico, sono molto più profonde di tante immagini. Si dice che un’immagine valga mille parole: in alcuni casi è vero, ma la parola si salda più in profondità».

Su un sito web le parole non solo accompagnano le immagini: esse raccontano un progetto, veicolano un messaggio e trasmettono di emozioni e sensazioni, presentano un’azienda e devono infondere affidabilità. Proprio per questo vanno curate, perché hanno il potere di convincere della bontà di un’attività, e lo fanno coinvolgendo il lettore, creando una relazione, un ponte tra due o più persone. Un testo non è solo un insieme di belle parole ben accostate. Come ricorda Piero Babudro nel suo Manuale di scrittura digitale creative e consapevole, «scrivere significa innanzitutto disegnare una relazione tra persone e oggi la rivoluzione Web e Mobile ci costringe a ripensare la centralità del contenuto e il ruolo del Content Marketing. Occorre però ripartire dal testo digitale e dalla sua architettura […] per produrre contenuti solidi, credibili, capaci per loro natura di distinguersi in mezzo all’odierno sovraccarico di informazioni digitali». Ci troviamo in un’epoca di pensiero debole in cui non esistono più contenuti definitivi e questo vale soprattutto per il web: «ciò che è stato scritto deve poter essere riscritto, remixato, arricchito da commenti e dalle condivisioni altrui. Bando quindi a ogni punto di vista che si pretende definitivo, a ogni azienda che si dice leader di mercato e a ogni verità precostituita che pretende di attirare l’attenzione dell’utente accalappiandolo con un messaggio simil-pubblicitario che dovrebbe interessarlo».

Come fare, quindi, a scrivere qualcosa di nuovo sul web, a pubblicare contenuti unici e innovativi? «Si dice la stessa cosa della musica. Ha 7 note, per cui secondo alcuni sarebbe già stato suonato tutto e tutto è destinato a essere una copia. Sappiamo che non è vero in quanto ogni nota può avere una durata diversa, essere legata alle altre note da particolari rapporti che riguardano ritmo, intensità e sviluppo. Una nota può essere suonata da un sassofono o da una chitarra elettrica. Può essere accompagnata da altri strumenti atti a contestualizzarla, si iscrive in un genere che ha determinati stilemi. Di conseguenza ogni nuova hit innova pur rimanendo nel solco della tradizione. Tutte le arti performative sono caratterizzate da questo aspetto. La scrittura, che non è performativa in senso stretto, non fa eccezione. È possibile comunicare in modo innovativo quando si inizia a non cercare per forza la novità come unico elemento distintivo, ma soprattutto quando si evitano frasi fatte. Qualche esempio? Evitare di parlare di sé come di “un’azienda capace di soddisfare a 360° le esigenze del cliente” ma anche di abusare di termini inglesi per apparire più moderni».

Questi sono solo alcuni degli argomenti di cui abbiamo parlato nella lunga chiacchierata con Piero Babudro. Prossimamente sul nostro blog approfondiremo altri temi e spunti interessanti sulla comunicazione digitale e sulla scrittura per il web e per i social media. Continuate a seguirci per saperne di più.