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L’evoluzione del biglietto da visita: dal taschino allo smartphone

Data:
2 dicembre 2015
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Un’usanza consolidata per instaurare relazioni di business, un modo di gestire la presentazione personale in un contesto professionale: scambiarsi i biglietti da visita è un’azione semplice con una tradizione pluricentenaria. Se tra il XVII e il XVIII secolo erano molto in voga nell’alta società e venivano scambiati tra i nobili per organizzare feste e visite reciproche, è con la Rivoluzione Industriale che nascono i biglietti da visita come li conosciamo ancora oggi: stampati su carta spessa o semplice e con un lettering pratico e funzionale, essi riportavano le informazioni professionali dei nuovi imprenditori e venivano usati prettamente in ambito lavorativo.
Strumenti comunicativi della corporate identity e della credibilità aziendale, ancora oggi i biglietti da visita sono utilizzati per creare relazioni di tipo lavorativo. Piccoli, leggeri, comodi e pronti all’uso, i biglietti da visita permettono di scambiare i propri contatti con altre persone in un semplice gesto.
Se per molti i classici “cartoncini” sono intramontabili, nell’era del web e del mobile sono numerosi gli sforzi per rendere più interattivi questi strumenti, per aumentarne le potenzialità comunicative ed ottimizzare i tempi e le modalità di scambio. La tecnologia mobile permette di memorizzare in formato elettronico i propri dati o quelli di altre persone scansionando i biglietti da visita cartacei e memorizzandoli in una delle tante app disponibili per Apple e Android. Bump, Prestoh, CardFlick, CardCloud, SnapDat, Intro e l’ultima arrivata Haystack sono solo alcune delle applicazioni che permettono di creare e condividere la propria business card virtuale. Imprescindibile, quindi, munirsi di uno smartphone con batteria carica e assicurarsi di avere a disposizione una connessione alla rete dati.
Soluzione diversa e al tempo stesso efficace può essere poi quella di creare, mediante gli appositi generatori online, un QR Code. Questo codice a barre bidimensionale, una volta scansionato con la fotocamera del proprio smartphone, permette di accedere istantaneamente ai dati di contatto di una persona.
Una novità curiosa è NFC (Near Field Communication) Ring, un “anello intelligente” dal design prezioso ed elegante che permette di scambiarsi informazioni e contatti. Come funziona? Basta sfiorare con la mano che indossa l’anello qualsiasi dispositivo smart e in modo istantaneo viene eseguita la condivisione delle informazioni contenute. I più nerd possono invece scegliere Dot Matrix Business Card, il biglietto da visita elettronico assemblabile in 8 semplici step. A fronte di una piccola spesa e munendosi di buona vista (alcuni pezzi sono più piccoli di un chicco di riso), è possibile realizzare il biglietto da visita con messaggi a scorrimento che forniscono informazioni sulla propria attività.
Come Guglielmo II di Germania, Napoleone e Abramo Lincoln avevano i propri biglietti personalizzati, tu quale metti in tasca?